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Tra Giro d'Italia e Teatro Savio: il fascino del silenzio
Ieri la mia giornata è stata caratterizzata da due eventi. Il Giro d'Italia e la Notte bianca per la Legalità al Teatro Savio. Non ho dovuto percorrere molti chilometri per vedere passare la tappa di apertura del Giro: gli organizzatori hanno pensato bene di fare correre i ciclisti proprio sotto il mio balcone. Nessuna grossa emozione per la competizione sportiva. Ciò che invece ha lasciato in me un segno è stata l'assenza di auto per metà giornata dalla mia strada. Ho spalancato le finestre, mi sono seduto sul divano e ho gustato e sentito le voci della gente. Riuscivo a distinguere il fruttivendolo contrattare la sua merce, il saluto di due vicine di casa, il curtigghiu di due anziane zie, il borbottio di qualche negoziante per la strada chiusa al transito. Sentivo... immaginavo i volti, l'espressività, la mimica... il tutto essendo solleticato da un vento leggero che giocava con le tende. In serata sono andato invece al Teatro Savio per un talk show sulla Legalità. Tra gli ospiti il questore di Palermo, Giuseppe Caruso, il titolare dell’Antica Focacceria San Francesco, Vincenzo Conticello, padre Antonio Garau, il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, la vicepresidente di Confcommercio di Palermo, Rosanna Montalto, Francesca Vannini Parenti del comitato “Addio Pizzo”, il direttore dell’Opera Salesiana, padre Domenico Paternò, il condirettore del Giornale di Sicilia, Giovanni Pepi e il presidente di Confindustria di Palermo, Nino Salerno. Nel mio compito di "corrispondente di sala" ho dato voce nel corso della trasmissione ai ragazzi del progetto Libera Terra, della Fondazione Caponnetto ed ai cari amici di Fascio e Martello. Si è tanto parlato, denunciato e parlato ancora di più. Nonostante i mille piccoli appunti che si possono rivolgere a certi eventi, l'aria di legalità mi piace amici cari. C'è tanta ipocrisia alle volte, ma l'intento nobile va sempre sostenuto e ieri sera stavo proprio bene.




