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La processione del Corpus Domini a Palermo
Sono stati giorni di lavoro continuo e denso. Piacevoli tutto sommato, lavorare, per fortuna, non mi stanca. Oggi ho preso una piccola pausa per smaltire i residui della lunga camminata di ieri pomeriggio. Stamattina ho avuto il piacere di presentare il libro di una cara amica, Maria Rosa. E' la sua prima creazione letteraria. Come esordio ha scelto di pubblicare una serie di racconti, di fiabe e favole (Il Castello Invisibile, edito da La Zisa). La presentazione è stata fatta alla scuola elementare Garzilli al termine della recita degli alunni di quinta elementare. Oggi in città fa parecchio caldo e non ho molta voglia di pensare. Evito quindi di annoiarvi con lunghe dissertazioni e mi precipito a darvi un indirizzo web. http://it.youtube.com/watch?v=LgHQ2O9S1Vc. Cliccando sopra potrete gustare la processione del Corpus Domini come è stata vista ieri dai miei occhi. E' un racconto particolare, ispirato. "E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione". Forse per questo è stato come se tutto fosse stato montato già in camera mentre le musiche venivano sussurrate dal vento. A questo post attribuisco un incarico di servizio. Potreste farmi sapere lasciando un commento se vi risulta veloce il download del mio blog sul vostro browser? Grazie.





Parliamo un po' di Regione Siciliana e un po' di politica. Si sa che le due cose vanno esteticamente molto in accordo. Non come la maggioranza seduta ieri tra gli scranni di Sala d'Ercole che non ha superato la prima prova di compatezza. E' infatti slitttato ad oggi l'iter per l'elezione del presidente dell'Assemblea. E' la prima volta che accade nell'era del nuovo Statuto. Il "povero" Francesco Cascio, candidato indicato dalla coalizione (quale coalizione?), ha visto sfumare la propria nomina alla seconda votazione per un solo voto. Ieri è stata la mia prima giornata da cronista parlamentare all'Assemblea Regionale Siciliana e vi devo dire che ho girato parecchio. Ho incontrato vecchi cari amici e volti meno noti. Ieri comunque c'era tanta tensione. Lombardo, come sempre, era circondato da un'aura particolare, immerso nella sua inalterata atarassia. E se c'è chi come Antonello Cracolici chiede di vedere il "governo sole" prima di mostrare quello ombra, c'è anche chi come Musotto si aggira tra sala gialla e sala rossa con un simpatico sorriso. Oggi alle dieci si saprà come andrà a finire. Ma sempre oggi, ahimè, sarò lontano dai giochi del Palazzo. Mi hanno dirottato all'Aula bunker dove troverò Renato Schifani, Angelino Alfano, Roberto Maroni. Nessun processo a loro carico, tranquilli. Oggi è infatti, c'è qualcosa di ben più importante: l'anniversario della strage di Capaci. Se per un attimo penso a Giovanni Falcone, alle persone che troverò oggi in Aula, a quelle che, sempre oggi, potrebbero eleggere il presidente dell'Ars... non so perché ma avrei voglia di sapere meno, per soffrire meno.
Ogni tanto credo che un omaggio sia necessario. In tempi di melassa ideologica, dove si torna a parlare di aborto e di libertà di parola. In un tempo in cui le sinistre scompaiono e stravincono partiti autonomisti e separatisti. In un tempo in cui ai coetanei della mia città piace di più stare nei pub in chiassoso silenzio piuttosto che discutere di presente e futuro, mi rifugio nel mio passato. Mi accovaccio comodamente alla fine degli anni Ottanta. Io, piccolo ma promettente scolaro, al termine dello studio pomeridiano amavo sedermi per terra davanti all'impianto stereo. Sedevo perfettamente al centro per cogliere al meglio la stereofonia. Avevo da poco compiuto otto anni quando, cercando tra le cassette di mio papà, restai folgorato da una copertina che ritraeva un gruppo. Quei cattivi ragazzotti si chiamavano Rolling Stones. La loro musica era una goduria per le mie orecchie. Passai parecchi pomeriggi in loro compagnia. Ma il meglio venne qualche mese dopo. Una cassetta bianca con la scritta The Beatles mi cadde tra le mani mentre rovistavo in uno scaffale. Campeggiava quel nome che mi risultò immediatamente simpatico e quasi familiare. Me ne innamorai senza ascoltare nulla, un po' come è accaduto per la scelta della mia squadra di calcio, la Juventus. Da quel pomeriggio ebbe inizio l'ascolto dei quattro scarafaggi di Liverpool. Un ascolto caleidoscopico che prosegue ancora oggi, tra continui stupori e nostalgici "ma comu ficiru?!?!?".
Ieri la mia giornata è stata caratterizzata da due eventi. Il Giro d'Italia e la Notte bianca per la Legalità al Teatro Savio. Non ho dovuto percorrere molti chilometri per vedere passare la tappa di apertura del Giro: gli organizzatori hanno pensato bene di fare correre i ciclisti proprio sotto il mio balcone. Nessuna grossa emozione per la competizione sportiva. Ciò che invece ha lasciato in me un segno è stata l'assenza di auto per metà giornata dalla mia strada. Ho spalancato le finestre, mi sono seduto sul divano e ho gustato e sentito le voci della gente. Riuscivo a distinguere il fruttivendolo contrattare la sua merce, il saluto di due vicine di casa, il curtigghiu di due anziane zie, il borbottio di qualche negoziante per la strada chiusa al transito. Sentivo... immaginavo i volti, l'espressività, la mimica... il tutto essendo solleticato da un vento leggero che giocava con le tende. In serata sono andato invece al Teatro Savio per un talk show sulla Legalità. Tra gli ospiti il questore di Palermo, Giuseppe Caruso, il titolare dell’Antica Focacceria San Francesco, Vincenzo Conticello, padre Antonio Garau, il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, la vicepresidente di Confcommercio di Palermo, Rosanna Montalto, Francesca Vannini Parenti del comitato “Addio Pizzo”, il direttore dell’Opera Salesiana, padre Domenico Paternò, il condirettore del Giornale di Sicilia, Giovanni Pepi e il presidente di Confindustria di Palermo, Nino Salerno. Nel mio compito di "corrispondente di sala" ho dato voce nel corso della trasmissione ai ragazzi del progetto Libera Terra, della Fondazione Caponnetto ed ai cari amici di Fascio e Martello. Si è tanto parlato, denunciato e parlato ancora di più. Nonostante i mille piccoli appunti che si possono rivolgere a certi eventi, l'aria di legalità mi piace amici cari. C'è tanta ipocrisia alle volte, ma l'intento nobile va sempre sostenuto e ieri sera stavo proprio bene.