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Alle volte la speranza diventa anche un'abitudine
Sono tornati di moda i proiettili, in particolare quelli inviati a direttori di giornali e politici. Non mi sento poi tanto sorpreso in questo sconfortante inizio di millennio. Politicamente non si produce tanto, culturalmente ancora meno. Abbiamo un comico che fa politica e dei politici che fanno i comici (anche se non fanno ridere). Se da un lato c'è chi comincia ad urlare contro la Casta dei giornali, a Partinico il direttore della tv locale "Telejato" è stato aggredito a calci e pugni da alcuni giovani. In Sicilia il Partito Democratico non vuole candidare Rita Borsellino, al Parlamento la Lega si rifiuta di andare a discutere con Marini. Il Palermo perde ancora le sue partite di campionato ma sulle plusvalenze sono assolti Inter, Milan e Galliani. Già le critiche su Sanremo popolano l'immaginario collettivo e ieri sera ho riscoperto il brio dei The second Grace.
Eppure ieri sera passeggiavo con un mio caro compagno di scuola. Per caso ci si è incontrati a pochi passi da via Libertà. Poche piacevoli parole, condivisioni artistiche e tanta miopia quando era ora di guardare alle prospettive. I passi hanno scandito il tempo. Gli sguardi hanno determinato lo spazio attorno. Così ieri, così nelle ricorrenti solitudini. Sulla soglia dei trent'anni che si avvicinano sospiro quasi sempre nel secondo imbrunire: che ne sarà di me? La speranza è ormai un'abitudine...





E' così la mia bella isola si prepara ad una bella scorpacciata di democrazia. Eh sì, arrivano le elezioni, una delle forme più simpatiche di partecipazione alla vita e alla gestione della
Sabato pomeriggio sono andato all'appuntamento "cannolicchio antimafia" (lo avevo anticipato nello
L'annuncio di un possibile "
In tempi in cui si torna a discutere con forza di ecumenismo e liturgia tridentina riprendo le mie ricerche sulla presenza on line della comunità cristiana. Prima che impervessassero i cattoblogger, per lo più di impostazione Lefevriana, ci sono stati esempi d'avanguardia. Ad esempio