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A Palermo e anche altrove
A Palermo ci sono tanti misteri. Così tanti che poi alla fine si sommano divenendo un unico grande mistero. A Palermo ci sono luoghi magici, luoghi esoterici. A Palermo ci sono spazi sacri, spazi mistici.
A Palermo la dicotomia si trasforma in binomio, la differenza diviene caratteristica non contraddittoria. A Palermo parlando con le persone mi rendo conto di aver grosse difficoltà nella comunicazione (sia essa orale che scritta). Specie quando cerco un parcheggio. A Palermo poi con le zone blu non è che ci si capisca un granché: eppure si deve pagare il pass ed i ticket gratta&parcheggia. Il perché è esoterico, il silenzio del palermitano è sacro. Perché tutti ci si lamenta ma nessuno si ribella. Allora mi chiedo da dove nasce la ribellione.
La ribellione per le zone blu? Ma che me ne può fregare. C'è una ribellione più alta alla quale siamo chiamati tutti noi trentenni. Sì, proprio la nostra generazione: quella tagliata fuori dai circuiti decisionali, dai posti di rilievo.
Non abbiamo idee. Questo è il grosso problema. Le idee hanno bisogno di una conoscenza, di erudizione, di cultura. Se non c'è cultura non c'è neanche consapevolezza. E solo dalla consapevolezza nasce la voglia di resistere o ribellarsi. Anche alle strisce blu. Anche in modo essoterico.




