Website Ribbon Il terzo lato della medaglia, blog di Giovanni Villino
giovedì, 11 ottobre 2007
22:36

commenti (4)

A Palermo e anche altrove

Scritto e riletto un paio di volte da Villino in: riflessioni, evasioni, spiritualità, cospirazioni, uuuuu

A Palermo ci sono tanti misteri. Così tanti che poi alla fine si sommano divenendo un unico grande mistero. A Palermo ci sono luoghi magici, luoghi esoterici. A Palermo ci sono spazi sacri, spazi mistici.

A Palermo la dicotomia si trasforma in binomio, la differenza diviene caratteristica non contraddittoria. A Palermo parlando con le persone mi rendo conto di aver grosse difficoltà nella comunicazione (sia essa orale che scritta). Specie quando cerco un parcheggio. A Palermo poi con le zone blu non è che ci si capisca un granché: eppure si deve pagare il pass ed i ticket gratta&parcheggia. Il perché è esoterico, il silenzio del palermitano è sacro. Perché tutti ci si lamenta ma nessuno si ribella. Allora mi chiedo da dove nasce la ribellione.

La ribellione per le zone blu? Ma che me ne può fregare. C'è una ribellione più alta alla quale siamo chiamati tutti noi trentenni. Sì, proprio la nostra generazione: quella tagliata fuori dai circuiti decisionali, dai posti di rilievo.

Non abbiamo idee. Questo è il grosso problema. Le idee hanno bisogno di una conoscenza, di erudizione, di cultura. Se non c'è cultura non c'è neanche consapevolezza. E solo dalla consapevolezza nasce la voglia di resistere o ribellarsi. Anche alle strisce blu. Anche in modo essoterico.

domenica, 07 ottobre 2007
10:18

commenti (3)

Don Paternò è tornato alla Casa del Padre

Scritto e riletto un paio di volte da Villino in: riflessioni, comunicazioni di servizio, spiritualità, fatti e notizie, qualche comment

Stamattina un sms e successivamente una mail mi avvertono:

"Nel giorno della festività della Madonna del Rosario, il "Buon Dio" ha richiamato a sè il nostro carissimo Don Nicolò Paternò, Delegato Ispettoriale emerito degli Exallievi di Don Bosco di Sicilia. Per lui eleviamo una fervente preghiera perchè possa essere accolta tra la schiera dei santi. La Messa esequiale sarà concelebrata lunedì 8 Otttobre alle ore 11,30 al Don Bosco Ranchibile".

Ma chi è don Paternò? E' un salesiano. Basterebbe questo per dire tutto. Almeno forse in passato sarebbe stato così. Oggi invece è il caso di ricordare chi sono i salesiani. Sì, perché da qualche tempo se ne vedono davvero pochi in giro e ancora meno nei loro istituti. Sono un ex allievo di don Bosco. Sono un ex allievo di don Bosco cresciuto tra i cortili dell'oratorio e le aule del liceo classico del Ranchibile. Sono un ex allievo innamorato di don Bosco ma al tempo stesso addolorato per don Bosco. Addolorato perché quando muore un salesiano anziano va via una piccola scintilla di salesianità. Le case di don Bosco oggi conservano davvero poca salesianità. 

L'ordine religioso vive una crisi di vocazioni. Ben vengano questi periodi di stasi, si può solo progredire e rinnovare. I salesiani nel 2007 però chiuderanno alcune case, altre verranno affidate ai laici, altre ancora tireranno per un paio di anni. La presenza di don Bosco quindi si allontana dal territorio, da quei giovani che amava tanto. La domanda che mi sorge spontanea: perché c'è questa crisi di vocazioni? Il pensiero va al carisma di don Bosco. Quante realtà salesiane nascono oggi rispondendo a quel carisma iniziale? Quante avvertono dentro sè il bisogno di rispondere a quel "Da mihi animas coetera tolle", a quel "studia di farti amare".

Le case di periferia o confine sono al crepuscolo. Gli oratori non hanno più stimoli, la preghiera è assente nei cortili e nelle scuole (sempre + per benestanti). Ogni salesiano di buona volontà è oggi un piccolo Sisifo. Non sono disfattista. Sono dispiaciuto. Guardo agli istituti di formazione professionale. Tipografia... tipografia nell'era digitale... ah se don Bosco potesse tornare... Quel torinese Giuanin era al passo con i tempi. Oggi sembra tutto fuori dal tempo.

Oggi, non fuori ma dentro il tempo, prego. Prego per don Paternò, mio confessore per diverse estati durante il Grest. Prego perché da lassù interceda e possa aiutarci a rimettere in moto l'opera lasciata da don Bosco.

A presto don Paternò

sabato, 06 ottobre 2007
22:51

commenti (4)

Gli allenatori palermitani

Scritto e riletto un paio di volte da Villino in: riflessioni, evasioni, cospirazioni, qualche comment, uuuuu

Vogliamo parlare? Vogliamo parlare del Palermo? Perché dovremmo parlare del Palermo? E' un po' come parlare di una non-squadra in una non-città. Di una squadra che gioca la sua Uefa in uno stadio semideserto. "E meno male". Eppure a Montepellegrino le sciarpe rosanero sulle bancarelle che stazionano sotto il santuario mettono ancora allegria.

Sarà l'efficace dicotomia tra rosa e nero a sostenere l'idea di sport in questa nostra isola?

Eppure gli allenatori non mancano. A Palermo se ne contano più o meno 500 mila. Un quinto di quelli che incontro anch'io nei bus, nei bar e nei locali. Perché loro di calcio ne sanno più del pallone stesso che alla fine rotola sull'erba del Renzo Barbera. Il Renzo Barbera. Che stadio comunale!!! Ci penso e sorrido, sotto il più bel promontorio della nostra isola.

Ma a me di calcio e di traffico importa tanto quanto mi è necessario alla sopravvivenza. Per il resto parlerei di povertà, di sprechi, di sfruttamenti, di incapacità amministrativa, di mala sanità, di mafia, di omicidi, di miracoli. Parlerei di una città che cambia nel suo perfetto immutare. Di una città non-città nel cuore del Mediterraneo.

Alla fine me ne sto zitto: ho i miei problemi, per fortuna a tempo determinato.