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Qualche parola sulle Stazione di Palermo
Stazione o Terminal. Punto di arrivo e di partenza. Fase ultima di un viaggio e preludio di uno nuovo. Un continuo via vai di gente. A Palermo la Stazione centrale ferroviaria si trova nel quartiere Oreto. Per la precisione tra via Oreto e corso dei Mille. Un quartiere vissuto per lo più da studenti universitari. Appartamenti divisi in camere e camerette per tirare al massimo l'affitto. Adesso arrivano i cinesi. Che nella vicina via Lincoln colonizzano sia dal punto di vista commerciale che residenziale.
L'edificio della Stazione centrale di Palermo si impone in piazza Giulio Cesare con la stessa intensità dei suoi frequentatori. Vagabondi, poliziotti, impiegati delle ferrovie. Tutti sentono addosso il peso del viaggio. Sono testimoni, sorveglianti dei binari, di quel doppio asse parallelo che mai si incontrerà ma che diviene al contempo strumento di incontro.
I volti della gente della Stazione centrale di Palermo sono come i sassi che stanno come base sui binari. Sono segnati dal tempo che non passa. Dall'interminabile scorrere dei minuti e dal vai e vieni di nuovi convogli. Volti e odori.
I cessi della stazione sono i primi a segnare l'impellente bisogno di abbandonare quel luogo. Il silenzio delle panchine con quel fracasso di scritte con i pennarelli "uniposca" è testimone di pensieri ma ancora di più di ripensamenti che arrivano puntualmente sempre in ritardo. Sempre un'ora dopo la scelta del viaggio. Così è per molti e non per tutti.
I pendolari sono vaccinati ai cambi di tempo e di luogo. Sono immunizzati dal tragico avanzare delle rotaie allo stridere dei freni. Loro vivono non per viaggiare, ma viaggiano per vivere. Di loro non mi sono mai voluto occupare.
Sostare alla Stazione centrale di Palermo è decidere di prendere una scelta.

Ps. Saranno mesi che non entro alla Stazione centrale di Palermo





