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Il terzo lato della medaglia, blog di Giovanni Villino
giovedì, 30 marzo 2006
11:37

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IL PRECARIATO VI RENDE LIBERI, CARI I MIEI FLESSIBILI

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di: riflessioni, qualche comment

staff leasing 

job on call 

job sharing 

lavoro intermittente

tirocini estivi

part time

Noi, ragazzi precari, noi! Precarietà delle precarietà. Tutto è precarietà.

Mi girano le scatole. Guardo alla Francia e mi girano le scatole. Italia, Francia: le riforme sono diverse, lo so. Ma pur sempre sul precariato vertono. Allora si protesta. Sostengo la violenza? No, assolutamente. Ho fatto pure scelta di obiezione di coscienza dieci anni fa e dovrei adesso scendere in strada per devastare tutto? No, amici cari, qui si tratta di cominciare a pensare. Pensare al nostro futuro. Al futuro di una generazione di trentenni che è rimasta e forse rimarrà nel dimenticatoio. Di una generazione flessibile, che si è chinata al volere altrui e non giudica più con spirito critico.

Occorre bloccare questa forza d'inerzia che ci porterà allo schianto irreversibile contro la storia.

L'altra sera in televisione volevano farmi passare per innovativo il concetto di precario. Anzi FLESSIBILE. Sì, perchè l'accezione negativa del termine PRECARIO poco si addice ad una realtà vicina al modo giovane di scommettere la propria vita giorno dopo giorno. Una ragazza diceva: "Con questo tipo di lavoro mi sento libera ed ho sempre la possibilità di cambiare posto quando mi stanco". Ma che mxxxxx dici!!!! Ti senti libera avendo la catena di un contratto che ti scade ogni tre mesi. Ti stanchi del lavoro...

SIGNORI SVEGLIAAAAAA

Siamo un'intera generazione combinata male. In Italia accettiamo tutto e diamo tutto per buono. Ci illudiamo che tutto vada alla fine bene. Non crediamo più alle forze sindacali e le forze sindacali, dal canto loro, sono miopi, incapaci di precedere i tempi e tutelare i diritti. I sindacati si rivelano anacronistici.

Tra qualche anno saremo costretti a chinare la schiena ed entrare in un circolo vizioso di paradossali virtuosismi per cui finiremo con il dichiararci fortunati di avere un lavoro a scadenza. A scadenza... Sì, è proprio così. Oggi più della domanda: CHE FAI? ricorre spesso il: QUANDO SCADI?

QUANDO SCADI?

E allora... adesso aspetto anch'io un contratto, rigorosamente a tempo determinato, per dire: "anche per quest'anno ce l'abbiamo fatta".

martedì, 28 marzo 2006
13:04

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DON BOSCO: LETTERA ALLE FAMIGLIE

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di: spiritualitĂ 

In tempi di Pacs e affini ritorna alla mia mente la riflessione sul tema della famiglia. Diciamo che in linea di massima sono favorevole a questi patti. Credo e sostengo assolutamente la laicità dello Stato. Voglio oggi proporvi la lettere di un santo a me molto caro e vicino: san Giovanni Bosco che prima di morire scrisse questa lettera.

Carissime famiglie,

vorrei esporvi una mia convinzione: i fallimenti educativi hanno origine principalmente dalla crisi della famiglia. Per evitarli dobbiamo curare la famiglia, rafforzarne i legami, creare uno spirito familiare in ogni ambiente educativo.

Durante la mia vita di educatore ho sempre cercato di riprodurre la struttura della famiglia, ma soprattutto il suo spirito.

Un corrispondente parigino in visita a Valdocco aveva perfettamente intuito in poche ore che tutti quei ragazzi e adulti "vivevano insieme come in famiglia".

Oggi si rischia di trasformare la famiglia in albergo. Riscopriamo il valore della famiglia, difendiamola, costruiamola. Sentitevi della vostra famiglia, non estranei o nemici. La familiarità porta l’amore e l’amore produce confidenza, convivenza, unione.

Siate benevoli gli uni verso gli altri e ognuno goda del bene dell’altro come se fosse un bene proprio. Se vi amate ogni difficoltà viene superata, diversamente ogni piccolo problema diventa pretesto per farsi la guerra. Voi genitori cercate, prima di tutto, l’accordo tra di voi: convincetevi che questo interessa tantissimo ai vostri figli, e non solo li rende felici ma li aiuta più di tutti i discorsi a crescere bene, senza dolorose e inguaribili lacerazioni interiori, senza sbandamenti, depressioni o ribellioni ma in armonia con se stessi, con voi, con il mondo.

Voi figli obbedite ai vostri genitori in tutte le cose buone che vi comandano; apprezzate le loro fatiche e aiutateli col vostro rispetto, la preghiera e con la vostra bontà a superare i momenti difficili provocati dalla vita, i caratteri, le circostanze.

Come le singole persone, anche la famiglia è soggetta a malattie e alla morte, i cui sintomi sono l’indifferenza e l’incapacità di una vicendevole compassione, i litigi quando diventano frequenti e cronici, la fine del dialogo, l’assoluta indipendenza del singolo.

Curate la malattia della vostra famiglia appena si manifesta: evitate i litigi, le maldicenze, l’invidia, la sfiducia.

Sopportandovi di più a vicenda con umiltà e amore. Frenate l’ira così facile in certe occasioni; guardatevi dal dire parole offensive e dall’usare asprezza e prepotenza.

Siate tolleranti e non impazienti; misericordiosi; non vendicativi; sforzatevi di vedere il bene negli altri e non il male.

Aiutatevi a correggervi. Perdonatevi a vicenda come Dio ha perdonato a tutti in Cristo.

Non amate a parole e con la lingua ma con le opere e la verità. Siate accondiscendenti alle oneste domande; non fate pesare il bene, né scansatevi dal farlo dicendo "non tocca a me": è la risposta di Caino.

Aiutatevi a raggiungere la salvezza eterna, perché non serve guadagnare tutto il mondo e poi perdere la propria vita. 

E la pace che gli angeli hanno cantato per la nascita di Gesù il Salvatore riempia la vostra casa.

 

Vostro aff.mo

Don Giovanni Bosco

lunedì, 27 marzo 2006
14:34

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QUINTA ESSENZA DELL'INTELLIGENZA: W LA SICILIA

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di: riflessioni, fatti e notizie, qualche comment

Oggi il corriere della sera on line pubblica la classifica dei paesi europei per quoziente d'intelligenza

1) Germania e Olanda 107 punti
3) Polonia 106
4) Svezia 104
5) Italia 102
6) Austria e Svizzera 101
8) Gran Bretagna 100
9) Norvegia 100
10) Belgio, Danimarca e Finlandia 99
13) Repubblica Ceca , Ungheria e Spagna 98 p
16) Irlanda 97
17) Russia 96
18) Grecia 95
19) Francia, Romania e Bulgaria 94
22) Turchia 90 punti
23) Serbia 89 punti

Fonte: ricerca dell'Ulster University

Questa cosa mi fa sorridere parecchio. Italia quinto paese. Francia, Romania e Bulgaria diciannovesimi. Beh, sono di quelle notizie che ti mettono di buon umore. Che ci vuoi fare!?!?!

Se dovessimo fare una classifica pure in Sicilia? Fra provincia e provincia diciamo che corrono tante differenze. Ci sono (nonostante si stia parlando di provincia) dei luoghi comuni. Ovviamente è un discorso che va opportunamente integrato e chiedo quindi forza ai commenti. Non è possibile stabilire una classifica tra realtà eterogenee. Mi limiterò quindi a elencare vizi, virtù e pregiudizi delle principali cittadine dell'isola dei giardini.

PALERMO: di solito è associata al potere amministrativo. Le sedi degli uffici regionali si trovano a Palermo. Il porto è il punto di incontro nel Mediterraneo. I palermitani sono presuntuosi e razionali. Sono prepotenti e pragmatici. Sono mediamente intelligenti. Difficilmente puoi prendere un palermitano in giro. Il palermitano rispetto agli altri cittadini dell'Isola sente dentro di sè di essere il migliore. Ha una visione del privato accentuata e rafforzata dal fatto di convivere con molte diversità ed etnie. Il palermitano dell'high class ama il jazz e la musica etnica. Il palermitano ama comunque la musica classica. Il palermitano ama celebrare e celebrarsi. Un eccesso di sfarzosità unito al pensiero che domani non ci potrà essere un giorno uguale.

CATANIA: rappresenta lo spirito che si oppone per forma ed essenza al palermitano. Se il potere politico si trova a Palermo il potere economico si muove per la valle etnea. Lì creatività e follia si fondono in modo sublime spinte anche, forse e soprattutto dal magma che scorre sotto quella terra. Il catanese è ironico e "alla mano". Conosce il potere della comunicazione e se ne fa scudo nelle difficoltà. Catania è una città essenzialmente barocca nei pensieri e nelle espressioni. Ama il gusto del bello ed è consapevole della bellezza di assaporare il gusto come forma esistenziale.

MESSINA: la città dello Stretto è una città di passaggio e movimento. I messinesi, forse per il fatto che il loro accento e dialetto è incomprensibile, sono molto scontrosi e presuntuosi. Forse più dei palermitani. Non hanno peculiarità di spicco.

AGRIGENTO: provincia vecchia. I giovani migrano quasi tutti verso Palermo e Catania. Dopo l'università difficilmente tornano nella città dei Templi. L'agrigentino è tendenzialmente un arrivista. Tende ad affermarsi e affermare la propria personalità. Grandi lavoratori, mettono da parte le proprie necessità per raggiungere i propri scopi. La arida provincia spesso rivela la forma mentis dell'agrigentino e l'attaccamento alle sue origini.

Per il resto si può dire ben poco, o meglio, posso dire ben poco. So soltanto che la provincia ragusana è considerata la provincia BABBA della Sicilia, quella dove c'è gente semplice e senza alte mire. Trapani è vista come la provincia che non c'è. Senza nè arte nè parte.

Mi appello a tutti i siculi: integrate inesattezze e pregiudizi che sono stati elementi utili e necessari alla stesura di questo grafico.

sabato, 25 marzo 2006
17:03

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LETTERE ALLA FIDANZATA - FERNANDO PESSOA

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di: recensioni

"Il tempo, che invecchia i volti e i capelli, invecchia anche, ma ancora più rapidamente, gli affetti violenti"

Ho terminato di leggere in un paio di giorni  Lettere alla Fidanzata di Pessoa. Un libro che raccoglie la corrispondenza epistolare tra lo scrittore e la sua Ophelia Queiroz. Come spinto dalle correnti oceaniche sulle rive portoghesi non riesci a tirarti fuori da un continuo giocherellare di parole e ovvietà. Tante ovvietà (come lo stesso Tabucchi [eccellente traduttore dell'opera] afferma in una sorta di postfazione) che sembra davvero impossibile pensare che si tratti di ovvietà.

Una lettura che ti accompagna all'interno di quella fase di innamoramento che i portoghesi definiscono NAMORO. Quel vago periodo che precede il fidanzamento ufficiale. E lì che ci si perde. Ci si perde per poi ritrovarsi con se stessi nell'incapacità di una relazione.

Titolo Lettere alla fidanzata
Autore Pessoa Fernando 
Prezzo € 7,00 
Dati

Editore Adelphi  - Anno 1988 
IX ed., 124 p., brossura (cur. Tabucchi A.)

 

giovedì, 23 marzo 2006
14:17

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TREMATE ISOLANI CHE SI MANGIA TUTTO GRATIS

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di: fatti e notizie

Ore undici: a Lampedusa la terra trema. Terremoto? No, per nulla. Soltanto due ordigni bellici inesplosi. E cu 'u sapia? Nessuno. La gente si riversa per strada impaurita. Nessun timore gente, fecero esplodere una, anzi due bombe della seconda guerra mondiale. E perchè non ci avvisavate? Tanto rumore per nulla...

Non ci può pagare il pizzo? Beh, mangiamo a sbafo. Accade a Gela. Il titolare di un ristorante non riesce a pagare i 1500 richiesti dagli estortori. Questi per evitare problemi si "accontenano" di pranzi, cene, banchetti senza mai pagare. La storia dell'insaziabile banda è durata sei mesi. Cinque le persone arrestate.

martedì, 21 marzo 2006
15:26

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LA MATEMATICA NON E' UN'OPINIONE, I NUMERI SI'

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di: fatti e notizie

Una bufera in Confindustria sembra guarire il Cavaliere da un'improvvisa lombosciatalgia. Prodi che afferma: beh se ho fatto rialzare Berlusconi farò rialzare anche l'talia. Della Valle intanto si dimette. Ed io mi diverto a leggere qui e lì editoriali.

Oggi mi sono soffermato sul sito internet del corsera. E' qui che ho letto:

[...] Si è poi parlato del Corriere della Sera e dell'editoriale dell'8 marzo con cui il direttore Paolo Mieli ha preso posizione a sostegno di una vittoria di Romano Prodi alle prossime elezioni. «Sono contento della scelta che ha fatto Mieli - ha detto Berlusconi -. Apprezzo la sua onestà, ma un lettore l'ha perso di sicuro e sono io». Quando la conduttrice, Maria Latella, gli fa notare che emergerebbe un aumento delle copie vendute dal Corriere, Berlusconi dice di non essere d'accordo e pur senza citare una fonte precisa fa sapere: «Mi risulta che abbia perso 50mila copie. Sorprende che chi dovrebbe stare con i moderati poi sta con la sinistra».  fonte corriere.it
giovedì, 16 marzo 2006
21:40

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MAMMASANTISSIMA: PROCESSO QUATTRO APRILE

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di: appuntamenti, fatti e notizie

Mancano ancora pochi giorni e partirà il processo per l'omicidio del giornalista Mauro De Mauro. Il sito regionale dell'Odg riporta la notizia, già data dai quotidiani. In Corte d'Assise a Palermo il 4 aprile. Unico imputato: Totò Riina.

Mauro De Mauro scomparve alle 21.30 di un mercoledì. Era il 16 settembre del 1970. Aveva parcheggiato la su Bmw blu notte a ridosso del numero 58 di via Delle Magnolie, a Palermo. L'ultima a vederlo fu la figlia Franca, che notò poco dopo il padre allontanarsi in auto improvvisamente assieme a degli sconosciuti. Sentì dire «amuninni», «andiamo». L'auto fu ritrovata la sera dopo, in via Pietro D'Asaro, con un finestrino abbassato.

Scomparve per sempre così De Mauro, all'età di 49 anni. Era il giornalista di punta del quotidiano L'Ora, corrispondente del Giorno e dell'agenzia Reuters. Il suo cadavere non fu mai ritrovato, forse seppellito da qualche parte tra la foce del fiume Oreto e la borgata di Villagrazia, o ai piedi di Monte Grifone. Dopo quasi 36 anni, arriva la svolta sul fronte giudiziario con il gup di Palermo Umberto De Giglio che ha rinviato a giudizio il boss corleonese Totò Riina: il processo prenderà il via 4 aprile in Corte d'Assise a Palermo.

Quando è stato ucciso, De Mauro stava per raccontare i retroscena del golpe Borghese, rivelando un intreccio inquietante tra la destra eversiva e la mafia, tra il «principe nero» Junio Valerio Borghese, e i vertici di Cosa nostra, che cospiravano insieme per sovvertire le istituzioni. Al colpo di stato denominato « Tora Tora», i mafiosi avevano aderito in cambio della revisione dei processi nei confronti dei più importanti capimafia, con il compito di dare supporto militare, occupando la sede Rai di Palermo, le questure e le prefetture siciliane.

Uno scenario confermato da diversi collaboratori di giustizia fra cui Gaetano Grado. Una pista privilegiata rispetto a quella mai riscontrata che portava al delitto di Enrico Mattei, su cui De Mauro aveva pure lavorato. Il presidente dell'Eni era morto il 27 ottobre 1962 mentre faceva ritorno da un viaggio in Sicilia con il suo aereo personale, un Morane Saulinier 760, di recentissima fabbricazione, esploso in volo. Era partito da Catania e precipitato a pochi chilometri da Linate, in una marcita di Bescapè. De Mauro lavorava alla sceneggiatura del film che il regista Francesco Rosi aveva preparato proprio su quel caso.

Rapito, interrogato e poi strangolato, fu il primo giornalista assassinato di una lunga serie. De Mauro era nato a Foggia, il 6 settembre del 1921, e si era trasferito in Sicilia nel 1945 dopo una burrascosa esperienza repubblichina nella Decima Flottiglia Mas. Poi dalle colonne del giornale «L'Ora» imbastì con alcuni suoi colleghi la sua battaglia contro la mafia a suon di inchieste e rivelazioni sui clan, palermitani e agrigentini soprattutto.

Aveva esordito raccogliendo le memorie del siculo-americano Tony Mauriello, aveva raccontato la vita di Lucky Luciano, intervistato la sorella di Salvatore Luciano, e Frank Coppola.

Coniò l'espressione "mammasantissima" per riferirsi alla mafia e ai mafiosi. Curò con Felice Chilanti il grande reportage uscito nell'aprile del 1963 intitolato "Rapporto sulla mafia", scrivendo, ad esempio che "il centro dove la mafia esercita le maggiori aliquote dei suoi molteplici interessi, e dove ha saputo trasformarsi in efficienti gruppi di potere politico ed economico che ne hanno fatto per la prima volta, in un secolo, uno stato nello stato, è appunto Palermo".
 
Raccontò gli esiti di una complessa indagine sul narcotraffico tra l'Italia e gli Stati Uniti. Nel 1969 si occupò dell'ennesimo episodio dello scontro mortale tra i Greco e i Torretta per il controllo della città: la strage di viale Lazio, provocata dagli uomini di Bernardo Provenzano, i quali, mascherati da poliziotto, avevano fatto irruzione negli uffici dell'impresa edile dei Moncada-Messina, iniziando a sparare all'impazzata. Ma nell'estate in cui De Mauro fu ucciso, era coinvolto in qualcosa di molto più grande. Era venuto a conoscenza del disegno eversivo di matrice fascista, volto a rovesciare gli assetti istituzionali del Paese. Gli costò la vita.

Trentacinque anni dopo quel delitto mafioso eccellente, resta la sua lezione di giornalismo. (da odgsicilia.it)

giovedì, 16 marzo 2006
08:41

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LA REINCARNAZIONE DELLE LATTINE TRA GELA E BAUCINA

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di: fatti e notizie

Oggi vi racconto due storie di scuola, due storie siciliane che hanno come protagonisti gli insegnanti, il corpo docente.

A Gela un'insegnante è stata raggiunta alla testa da una lattina piena. Stava facendo la pausa caffè. Dall'alto è arrivato il corpo contundente che ha colpito il corpo docente. All'insegnate sono stati diagnosticati cinque giorni di prognosi. I carabinieri indagano sull'accaduto. Ma la zucca vuota che ha tirato la lattina piena ha fatto perdere le sue tracce

A Baucina accade invece una storia che ha del "soprannnaturale". Per tredici giorni, e sono tredici i giorni, un'intera classe elementare del piccolo centro in provincia di Palermo non è entrata a scuola perchè terrorizzata dall'insegnante.
Secondo il racconto degli alunni il "maestro" avrebbe parlato di un dio del male e avrebbe fatto vedere ai piccoli il film l'esorcista. Lo stesso insegnate dal canto suo si difende da eventuali accuse parlando di complotto nei suoi riguardi: "Ho parlato dell'esistenza di un dio del bene e di un dio del male e adesso mi considerano un indemoniato, solo perchè sono una persona che pensa liberamente". Il preside intanto cita alcuni avvenimenti che avrebbero turbato gli scolari: "Ha parlato di reincarnazione a bambini troppo piccoli".

mercoledì, 15 marzo 2006
13:39

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UNO SHARE DA SOGNO

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di: fatti e notizie, qualche comment

Auditel alle stelle per il faccia a faccia tra il Cavaliere e il Professore andato in onda su RaiUno: erano 16.129.000 gli italiani davanti al teleschermo. Share superiore al 50 per cento: 52,13%

Ieri sera però tra me e la tv accesa si è interposto l'amorevole volto di Morfeo che mi ha accolto tra le sue braccia coccoladomi, coccolandomi...

martedì, 14 marzo 2006
20:08

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... E RUTTO LIBERO!

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di: riflessioni, appuntamenti, evasioni

RAIUNO ORE 21 

BERLUSCONI vs PRODI

Questa sera finalmente è arrivata. Sì, perchè questa sera ci sarà il confronto in tv. Il confronto... insomma ci saranno Silvio e Prodi che parleranno davanti a Mimun, il direttore del Tg1 colui che farà da moderatore. Silvio e Romano si parleranno addosso e nessuno li potrà cambiare. Sì, perchè in studio è vietata la presenza del pubblico. Potranno aprire la bocca solo per due minuti e mezzo a domanda. E l'inquadratura sarà fissa sui loro volti. Non potremo vedere il viso sconvolto nè dell'uno nè dell'altro alle affermazioni dell'antagonista.

Insomma due uomini che per un'ora e mezzo dovrò ascoltare. Sì, perchè è pur sempre un dovere morale. Un dovere di ogni abbonato Rai, di ogni cittadino italiano, di ogni uomo che creda al martirio per cause sociali.

Stasera ho disdetto tutti gli appuntamenti. Sono già in pigiama... vestagliona di flanella, frittatona di cipolle, familiare di Peroni ghiacciata, e rutto libero!

lunedì, 13 marzo 2006
23:52

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SIGNORE E SIGNORI: SIAMO ALL'ULIVO

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di: fatti e notizie

Niente ulivo in chiesa per par condicio. La decisione è del parroco di di S.Maria Assunta a Castelnuovo di Porto, siamo in provincia di Roma. La domenica delle Palme coincide con il giorno delle elezioni. Ma anche niente palme perché «non ci convertiamo agli arabi».

Ecco il link, buona lettura


http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/03_Marzo/13/ulivo.shtml

lunedì, 13 marzo 2006
13:57

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L'ITALIANO E' SCEMO MA NON E' CRETINO

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di: riflessioni, qualche comment

Berlusconi ieri non ha fatto altro che amplificare i sentimenti sia in chi lo ama sia in chi lo odia. L'Annunziata dal canto suo è stata coerente con personalità e professionalità. "Ha esagerato" scondo alcuni. Io mi chiedo in che momento? Io vi inviterei, prima di espiremere qualsiasi tipo di giudizio, a visionare integralmente la puntata (16 minuti circa) grazie a questo link. Solo dopo aver visto con attenzione l'intervista credo ci si possa fare un'idea su quanto successo. Non credo comunque che Berlusconi si sia conquistato voti. Resto infatti convinto che l'Italiano è scemo ma non è cretino.

domenica, 12 marzo 2006
20:28

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SOLIDARIETA' A LUCIA ANNUNZIATA

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di: fatti e notizie

 La reazione del premier nel confronto con Lucia Annunziata ''e' inaccettabile'' secondo il segretario della Fnsi Paolo Serventi Longhi.
''La campagna elettorale prosegue con un dibattito sempre piu' assurdo - secondo Serventi - L'insofferenza che il presidente del Consiglio ha dimostrato nei confronti della collega e' inaccettabile ed e' soltanto l'ultimo atto di una lunga serie di riflessioni insultanti nei confronti della professione''.
I giornalisti, prosegue Serventi Longhi, ''hanno il diritto di fare domande anche scomode e persino sgradevoli e i politici possono rispondere o no ma non possono sottrarsi al dialogo''.
Secondo il segretario della Fnsi e' anche ''inaccettabile la criminalizzazione di opinioni e scelte come quelle del direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli e del Cdr del quotidiano.
Occorre che a partire dal faccia a faccia di martedi' con Romano Prodi - conclude Serventi Longhi - il premier manifesti calma, serenita' e rispetto per i giornalisti''. (ANSA)

domenica, 12 marzo 2006
01:11

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DICINTICILLO VUIE A STI CUMPAGNI NOSTRI

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di: fatti e notizie, qualche comment

Quarantacinque persone fermate e nove agenti feriti, bandiere con le croci celtiche e il fascio littorio, lancio di pietre e macchine incendiate,
saluto romano e slogan fascisti. Questo il bilancio di un sabato milanese, di un giovane sabato milanese. Volto e paradigma esasperato del sistema attuale. 

"La violenza è la levatrice di ogni vecchia società gravida di una società nuova, lo strumento con cui si compie il movimento della società, che infrange forme politiche irrigidite e morte" (Friedrich Engels); Successivamente Kautsky tornò a sostenere il carattere non violento del processo rivoluzionario ovvero la “strategia di logoramento” del potere capitalistico: tale strategia deve essere condotta tramite l’azione parlamentare, le rivendicazioni salariali e le pacifiche dimostrazioni per le strade.

Secondo me adesso stiamo per farci del male da soli.

Troppe sperequazioni (ormai evidenti), troppa rabbia. Un'implosione forse è l'unica via d'uscita.

sabato, 11 marzo 2006
14:09

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CRASH, SIGH, TOC, DIN..... GOLPE!

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di: ispirazioni

Ieri passeggiavo con un collega per i corridoi della redazione. Mancava poco alla riunione pomeridiana. Ad un certo punto abbiamo visto salire due funzionari della polizia accompagnati da quattro uomini ben vestiti. Entrarono nella stanza del caporedattore centrale. Chiusero la porta. Dopo qualche minuto fu chiuso il portone centrale. Davanti all'edificio c'erano due pattuglie dei carabinieri con i lampeggianti accesi. Io e il mio collega andammo a prendere un caffè. Tutto tranquillo. Quelle auto dei carabinieri pensavamo fosse l'ennesima misura cautelare contro le frequenti manifestazioni di precari del Comune.

L'aria fuori era fresca. Il cielo nuvoloso e di tanto in tanto cadeva qualche goccia d'acqua. Tornati in redazione trovammo un agente seduto dietro al pc del caporedattore centrale.

Ricevetti una chiamata da un collega che lavora in una testata periferica. "E' terribile" mi disse sottovoce. Non ebbi il tempo di chiedere a cosa si riferisse che la linea telefonica cominciò ad essere disturbata. Chiusi la conversazione. Tra me e me pensai: la solita cazzata.

Ripresi a lavorare. Consegnai i miei pezzi e andai a casa. Ieri sera la città sembrava più controllata del solito. Ad ogni angolo c'erano pattuglie con lampeggianti accesi. La cosa che più mi aveva colpito: pattuglie di militari ad alcuni semafori. Guardavano dentro le auto.

Ieri sera tanto per cambiare internet non ha funzionato. Un po' di tv e poi a letto.

Stamattina mi sono recato in edicola. Anche lì c'era un agente alla cassa. Sul bancone solo tre testate. Una del tutto nuova. La grafica era simile a quella del quotidiano presso cui lavoro. Il titolo era ONOMATOPEE.

BIIIP biiiip BIIP è la sveglia. Meno male.